All'assessorato
Quel mattino entro all'assessorato al lavoro di San Felice Reatino per cercare lavoro. Voglio chiedere perché gli ultimi posti al comune erano stati assegnati a cugini dell'assessore alla mobilità.
Così incontro Fausto, assessore al lavoro.
Grosso, grasso, brutto, ma a me piace: è un vecchio democristiano, come mentalità.
Mancano quei personaggi nella politica di oggi. Lo penso ormai da un po' di tempo.
Chiedo a lui. Vorrei fare l'insegnante. Sono preparatissima.
E lui m'invita a cena, subito.
A quel punto al lavoro manco ci penso più. Io trovo affascinante quel ciccione. Mi acchitto per la serata, pensando a quando potro stare con lui da sola.
Mi passa a prendere alle otto e alle otto e un quarto siamo nel miglior ristorante della zona, seduti al tavolino, a lume di candela. E' proprio un romanticone! Fausto mi lancia occhiate tra una portata e l'altra. Parliamo poco. Parla soprattutto lui. Si lamenta della sua vita stressante (sindacalista e insieme assessore!), della famiglia che non riesce più a seguire come vorrebbe.
A un certo punto Fausto mi fa un occhiolino. E io alzo il piede sotto al tavolo. Per poggiarlo sulla sua gamba. Giochiamo per tutto il tempo del dolce. A un certo punto lui è come paralizzato dall'eccitazione. Sta venendo. Così. Sotto al tavolo del ristorante...
E' a quel punto che tira fuori una busta dal giaccone e me la porge.
La prendo. Ci sono le risposte (presumo quelle giuste) per il concorso scritto come insegnante del comune.
- Te la sei meritata, ora sparisci.
E il ghigno di Fausto me lo ricordo per tutto il tempo impiegato per tornare a casa.
Prendo la busta, la apro e - appena arrivata a casa- pubblico tutte le domande e le risposte giuste su un blog.
Link:
Subiaco, accusato da un'aspirante maestra
Così incontro Fausto, assessore al lavoro.
Grosso, grasso, brutto, ma a me piace: è un vecchio democristiano, come mentalità.
Mancano quei personaggi nella politica di oggi. Lo penso ormai da un po' di tempo.
Chiedo a lui. Vorrei fare l'insegnante. Sono preparatissima.
E lui m'invita a cena, subito.
A quel punto al lavoro manco ci penso più. Io trovo affascinante quel ciccione. Mi acchitto per la serata, pensando a quando potro stare con lui da sola.
Mi passa a prendere alle otto e alle otto e un quarto siamo nel miglior ristorante della zona, seduti al tavolino, a lume di candela. E' proprio un romanticone! Fausto mi lancia occhiate tra una portata e l'altra. Parliamo poco. Parla soprattutto lui. Si lamenta della sua vita stressante (sindacalista e insieme assessore!), della famiglia che non riesce più a seguire come vorrebbe.
A un certo punto Fausto mi fa un occhiolino. E io alzo il piede sotto al tavolo. Per poggiarlo sulla sua gamba. Giochiamo per tutto il tempo del dolce. A un certo punto lui è come paralizzato dall'eccitazione. Sta venendo. Così. Sotto al tavolo del ristorante...
E' a quel punto che tira fuori una busta dal giaccone e me la porge.
La prendo. Ci sono le risposte (presumo quelle giuste) per il concorso scritto come insegnante del comune.
- Te la sei meritata, ora sparisci.
E il ghigno di Fausto me lo ricordo per tutto il tempo impiegato per tornare a casa.
Prendo la busta, la apro e - appena arrivata a casa- pubblico tutte le domande e le risposte giuste su un blog.
Link:
Subiaco, accusato da un'aspirante maestra